I Racconti della Risacca...

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Sole, vento e mare compagni di viaggio...
testo di Gigi Pompili


                                               

  "... è lo sguardo del narratore che scompone

                                        e ricompone la realtà..."

   Tra le tante manifestazioni che il Canoa Club Rimini organizza la più famosa è la "Rimini in Voga".

   Per quanto siano diverse tra loro le numerose specialità di canoa, ogni canoista riminese si è sicuramente dovuto adattare a pagaiare in mare sia per divertirsi sia per allenarsi; anzi si può certamente affermare che per molti il mare sia stata la prima esperienza. Sicuramente non c'è canoista riminese che non abbia pagaiato da Rimini a Riccione.

Image  La gara "Rimini in voga" nasce anzi tutto da questa radice proponendo un incentivo a misurarsi con se stessi, come nelle lunghe passeggiate in solitario, oppure motivo per misurarsi con gli altri, quando una gara diventa il parametro di confronto; di conseguenza il nostro mare diventa un campo di allenamento alla portata di tutti.

  E' durante la maratona che la mente di un vecchio canoista, per non soccombere allo sforzo della fatica, viene distratta da cose piacevoli che lo hanno particolarmente colpito, aggrappandosi ad esse come un "mantra", facendo rivivere le sue esperienze come  ricordi di

                               

                                "Racconti della Risacca"...

 

 

 

 Una domenica mattina ascoltavo il vento che muoveva i rami degli alberi: veniva dal mare e portava con sè il sale. Un maestrale teso pettinava il prato, spazzava  la sabbia, solcava il mare tutto allo stesso tempo, tutto allo stesso momento.

   Ero diretto al mare; trecento metri di asfalto, poi la sabbia che si insinuava negli occhi e nei capelli; le onde che si infrangevano come percosse da un martello. La paura mi aveva costretto a non entrare subito in acqua; rimanevo lì a piedi nudi sulla riva ad osservare il mare, ascoltavo deliziato il tintinnio delle scotte, mosse dal vento sui piloni spogli di bandiere, simile ad uno xilofono suonato da un artista fantasma.


Il vento ritorna,rinforza, Il mare è lattescente. Altra onda s'alza, sale, si gonfia, s'incurva, si frange... Il dorso ampio splende, la cima leggera s'arruffa come criniera nivea di cavallo. Il vento la scavezza. L'onda si spezza, precipita, spumeggia, biancheggia, rotola, travolge...

Image  Contavo le onde che si susseguivano in cicli di nove aspettando di vedere arrivare le tre più grandi che si frangevano spumose con rumore di risacca, respiravo il loro profumo... assaporando sulle labbra il gusto intenso di mare. un passatempo rilassante che ancora oggi vado a cercare!

   Ma poi il vento calava ed il moto delle onde si faceva più leggero. Tutto si univa con l'acqua in unico colore; posando la canoa sulla sabbia, alzavo lo sguardo all'orizzonte e mi si svelava uno spettacolo esaltante. 

 Lunghe ed imponenti colline d'acqua avanzavano senza freno verso la secca per poi esplodere in un turbinio festoso di schiuma che veniva a giocare ai miei piedi, era come osservare un monello dispettoso che si diverte a scavare la sabbia per farti cadere...!

   Mi sentivo chiamare... distogliendomi dalla sensazione di solletico che produceva la sabbia nel risucchio dell'onda, mi voltavo sorpreso; era il mio amico Meo, compagno di tante avventure in  canoa, che come al solito non voleva perdere l'occasione per un'uscita in kayak.
   Sorpassati i primi muri di spuma scoprivo un paesaggio diverso. Seduto nella mia canoa vedevo il moto ondoso avvicinarsi, innalzarsi sulla cresta dell'onda e poi scaricarsi più in giù; l'acqua cadeva come in un domino, da sinistra a destra, comandata dal fondo sabbioso modellato dalla risacca.
Troppo grande era la voglia di partecipare a quella danza, sentivo le spinte in avanti ad ogni onda che mi superava, ricominciavo a pagaiare veloce per surfarvi sul dorso.

"...Il vento ritorna, rinforza, Il mare è lattescente. Altra onda s'alza, sale, si gonfia, s'incurva, si frange.
Il dorso ampio splende, la cima leggera s'arruffa come criniera nivea di cavallo. Il vento la scavezza. L'onda si spezza, precipita, spumeggia, biancheggia, rotola, travolge..."

Image ...Rimasto librato nell'aria... riuscivo a sentire come due dita afferrarmi la canoa, così come si lancia un aereo di carta. L'onda mi teneva stretto mentre acquistavo più velocità; sentivo che sempre meno equilibrio mi teneva lassù, padrone di una visuale unica da condividere solo con i gabbiani, inabissandomi poi con forza nel cavo dell'onda, mantenendomi per un attimo in "candela" per poi non vedere più nulla privandomi di quella  sensazione di leggerezza!

 

 

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   Sapevo che il mare non si sarebbe mai accorto di me, ma mi piaceva e contemporaneamente mi intimoriva farne parte; non riuscivo a riprendere la strada di casa, al pensiero che io ero stato lì con lui e che lui non se ne era neppure accorto...

 

Gigio