“Il Fiume Marecchia e la sua Valle”

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testo di Gigi  Pompili 


Image"Sui monti dell’Appennino e precisamente sul Monte Zucca, a quota 1236 M., nasce il Fiume Marecchia; di qui comincia la sua corsa verso il mare e forma una vallata peculiare ed unica nei suoi aspetti morfologici e paesaggistici, ricca di storia e monumenti, complessa nelle divisioni territoriali.
Terre diverse formano la valle, con storia e culture differenti che hanno trovato il modo di riconoscersi nella bellezza del territorio; in questa mostra ci occuperemo solamente della parte romagnola del territorio della Valmarecchia.
Dove la valle montana diventa più ampia e le montagne si abbassano fino a diventare colline, comincia il corso medio del fiume Marecchia; le sponde sono abbastanza uniformi, il letto è più largo con ghiaia e sabbia ed i massi sono quasi assenti. La corrente si divide in rami che lambiscono i ghiaioni oppure scorre leggera sulle “raschiere”. Dopo Villa Verucchio comincia, praticamente, il corso uniforme del fiume che ora scorre in pianura; la pendenza è modesta, la corrente lenta e l’andamento del fiume forma ampie curve e meandri quando la pendenza è minima.
ImageTra Santarcangelo e Rimini il percorso si sviluppa in ambiti aperti e con locali presenze arboree (Salice bianco, Pioppo bianco, Ontano, Frassino) ed arbustive (Prugnolo, Sanguinello, Biancospino, Ginestra).
In prossimità di S. Martino dei Mulini si incontrano diverse cave abbandonate dove si sono formati dei laghetti; tra questi i più estesi sono il “lago Santarini” ed il “ lago Azzurro” . Questi bacini costituiscono un’oasi di ripopolamento naturale spontaneo. La conformazione morfologica di tali ambienti, con la colonizzazione di associazioni igrofile d’acqua dolce e la presenza costante di acqua,determinano condizioni favorevoli alla presenza di diverse specie di uccelli acquatici anche rare (Airone cenerino, Garzetta, Germano reale, Svasso maggiore, Folaga) oltre ad una piccola "rondine Topino" che scava il suo nido nelle pareti di sabbia del lago Santarini. Al riparo della Tifa e della Cannuccia, che crescono rigogliose in questi bacini, vivono Cavedani, Carpe, Barbi e Carassi.Image


I fiumi hanno una propria vita che lo scorrere dell’acqua scandisce ed, alcuni lentamente altri più velocemente, modificano se stessi ed il territorio dove scorrono.


Da Verucchio a Santarcangelo il percorso del Fiume Marecchia attraversa terreni caratterizzati da macchie di Salici e Pioppi affianca in diversi punti il canale del Consorzio di Bonifica ed ha eroso verso monte i propri depositi ghiaiosi e le formazioni geologiche sottostanti facendo affiorare un giacimento di fossili di grande valore scientifico e con il ritrovamento, tra l’altro, di diverse specie di pesci fossili di origine marina.
Da ponte Verucchio, verso Torriana e Montebello, il paesaggio è quello tipico delle zone boscate con presenza della Roverella e dell’Orniello che, allo stadio arbustivo, colonizzano i versanti ad elevata pendenza.
Un discorso a parte merita l’oasi faunistica di Torriana  e Montebello; qui si possono apprezzare non solo gli aspetti naturalistici e morfologici presenti nella bassa Valle del Marecchia, ma si possono anche percepire i valori storici e antropici di un territori già colonizzato nell’età della preistoria.
E’ anche doveroso ricordare che nell’area del territorio di Verucchio e dintorni fiorì la stupenda “Civiltà Villanoviana” di origine etrusca".

 

   “Vita del Marecchia”

 

testo di Enzo Perazzini

Image   I fiumi hanno una propria vita che lo scorrere dell’acqua scandisce ed, alcuni lentamente altri più velocemente, modificano se stessi ed il territorio dove scorrono.
  Il Marecchia non è esente da questa realtà; infatti, due esempi tipici di ciò sono: il dissesto della briglia a monte di Ponte Verucchio con il conseguente svuotamento delle ghiaie alluvionali e la creazione del profondo Canyon nel tratto che va da Ponte Verucchio fino alla tenuta Amalia (campo da Golf). La nascita di questo Canyon  è avvenuta nel breve tempo geologico di 25/30 anni ed ha causato una profonda erosione che varia tra 12/13 metri in altezza e 10/20 metri in larghezza.
  Questa erosione  sta risalendo, fiumana dopo fiumana, verso monte ed è ormai arrivata a Ponte Verucchio. Affacciandosi dal ponte e guardando verso valle è possibile vedere dove il fiume si avvia al salto che dal letto alluvionale, dove il Marecchia divagava a suo piacimento, precipita nelle gole di argille Marnose. Il fiume erodendo il proprio alveo ha scavato un profondo Canyon nelle argille Marnose del Pliocene che si trovano al di sotto dei depositi ghiaiosi. Il venir meno dei depositi ghiaiosi alluvionali ha portato alla creazione di questa gola. Le cause della sparizione del letto ghiaioso alluvionale sono imputabili in parte alla conformazione del territorio e, sicuramente dal grande prelievo di ghiaie avvenuto negli anni passati.
Image  Seguendo la pista ciclabile che da Ponte Verucchio scende verso Rimini è possibile, affacciandosi lungo il fiume, vedere la cascata che si è formata e la gola conseguente. Qui si possono notare: l’ingresso del fiume nel Canyon, l’erosione differenziata nella testata di strato dell’argilla Marnosa, pacchi di strati argillosi in via di collasso, la giacitura sub verticale a 45% degli strati di argilla, la modesta copertura alluvionale che ricopriva le argille della zona, i collassi di sponda per scalzamento del piede, collassi di sponda per ventri d’acqua e sifoni di sponda nelle argille a strati sub orizzontali.
Noi, che con le Canoe ed i Kayak frequentiamo il Marecchia da oltre vent’anni, abbiamo conosciuto e vissuto, impotenti, questo cambiamento e con questa mostra fotografica intendiamo mostrare e far conoscere meglio questo prezioso ambiente che è il Fiume Marecchia.


                 

Si ringraziano per la collaborazione:
la Provincia di Rimini
il Quartiere N°2 di Rimini
il Geologo Dott. Ettore Baistrocchi

Progetto: da un'idea di Gigi Pompili

Realizzazione Mostra Fotografica: Enzo Perazzini - Guido Marchi
Fotografie di: Guido Marchi - Enzo Perazzini
Filmato realizzato da: Arnaldo Croccolino