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E' grazie al filmato del Foto-Reporter Arnaldo C. nonchè esperto canoista, che possiamo apprezzare le memorabili e coinvolgenti riprese, del salto della Cascata del Fiume Marecchia, compiuto dal nostro Devis Gnoli Documento che rimarrà nella storia del Canoa Club Rimini. Arnaldo con la sua maturata esperienza discesistica ha saputo così cogliere attimi adrenalinici e pieni di azione; immagini coinvolgenti, che prendono lo spettatore per mano e lo accompagnano fin sulla soglia del baratro, in simbiosi con gli spruzzi e la violenza del fiume Marecchia caratterizzato da questa imponente Cascata
Ma ancora prima il nostro reporter ha saputo farci rivivere in pochi fotogrammi gli attimi di indecisione e la caparbietà di un Devis, costretto molte volte a rinunciare a saltare per la difficoltà intrinseca di questo tratto di fiume Marecchia ...ho atteso questo momento da tempo, erano anni che la badavo dice Devis, sai quante volte ero li li per saltarla? Ma dopo gli amici e la mia paura mi hanno sempre consigliato a rinunciare. Ora che ce l'ho fatta, mi sembra di sognare, non credo che riuscirò ancora a farlo; ho rischiato...! ho avuto fortuna...! Una situazione irripetibile. La piena aveva diviso in due tronconi le acque, incrociandosi alla base creavano un bel riccio dove ho potuto preventivare dove atterrare, ho indirizzato la barca su quell'unico punto focalizzandolo per tutto il percorso, senza il quale era impossibile pensare di potercela fare. Ringrazio immensamente gli amici che erano appostati in acqua per aiutartmi, non saprei come avrebbero fatto a risalire la corrente, ma guardandoli dall'alto, risoluti e pronti, mi infondevano sicurezza! Sapevo che avrebbero dato la vita per salvarmi. Un particolare grazie ad Arnaldo che mi ha incitato a provare è il tuo momento diceva: <<guardala è li che ti aspetta, non farti impressionare dal suo ruggito, vai, oggi è lei che ti ha lanciato la sfida, vai combatti, raccogli le tue armi Devis oggi è un bel giorno per morire...! Sono riuscito a superare contrastando il suo attacco che intendeva risucchiarmi nell'infido letto, dove la corrente era fortissima. Azzardando richiami laterali e contemporaneamente inclinandomi sui fianchi, conquistavo la giusta direzione. Mi avvicinavo sempre di più nella sua guardia; con 2 ultimi colpi di pagaia entro sulla soglia. Lottiamo, diventiamo un tuttuno, avvinghiato nella sua morsa sento il respiro bloccarsi. In un attimo sono sommerso dalla sua forza devastante che mi avvolge, mi preparo all'impatto riuscendo ad alzare il muso della barca, cado su quel cuscino d'acqua che tanto ho bramato. Mi capovolgo, eschimo, appoggio estremo, aggancio e son fuori!
Esulto come un gladiatore in un arena. Un urlo liberatorio echeggia tra le alte gole d'argilla circostante, sento le grida di giubilo dei miei amici in contrasto cun il tumultuoso ruggito della belva sconfitta. Gli rivolgo un ultimo sguardo reverenziale, so benissimo che ha solo giocato con me questa meraviglia della natura! Prego Dio che ne preservi per sempre la sua forza! skar.
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