Vecchi ricordi... e nuove emozioni

PDF Stampa E-mail


di Stefano Carugno


 

Avevamo quel kayak “tra i piedi” da tanto tempo... oramai era stato parcheggiato in tutti i luoghi dalla casa degni di essere dimenticati... nel ripostiglio collocato nel retro dell'abitazione, sul balcone, sempre, collocato nel retro dell'abitazione ed, infine, sotto al balcone, posto nel retro dell'abitazione... non l'abbiamo potuto appoggiare alla solita cyclette “parcheggiata” in soffitta solo per questioni di spazio...

Era la barca che utilizzava mio padre  quando era giovane, a lui piaceva la pratica del kayak e della canoa, fece dell'agonismo e ottenne ottimi risultati....

Dopo col tempo la usava per tranquille passeggiate lungo la nostra costa.
Ricordo, lo vedevo tornare a casa affaticato, ma appagato dall'allenamento, sensazioni che solo uno sportivo può comprendere;  con la barca ancora sulle spalle, gli andavo incontro per aiutarlo a sistemarla sui cavalletti ( si, una volta la canoa  aveva il suo posto d'onore  come un cavalo di razza ha il suo box personale e le sue cure...! )

Molte volte mio padre raccontandomi le sue avventure, cercava di incitarmi a provare, io forse per timore ho sempre desistito.

Ricordo  mi diceva:<<Il kayak è uno sport bellissimo, non solo avvicina l'uomo alla natura, ma permette di confrontarsi con se stessi e, per chi vuole, di confrontarsi con gli altri. prova, vedrai che te ne innamorerai...!>>.

Ricordo i suoi occhi commossi quando  per la prima volta decisi di provare;
entusiasta mi indicava i movimenti da compiere per mantenere la direzione e la propulsione, nonostante  i miei goffi movimenti, non si spazientiva e come un buon maestro cercava di rassicurarmi e con semplicità di spiegarmi i movimenti corretti.

Le mie intenzioni erano quelle di vendere quella barca che sembrava solo occupare spazio inutilmente, ma era pur sempre un oggetto per il quale i miei ricordi di bambino erano a lei legati,  allo stesso tempo, ero alla ricerca di uno sport individuale che mi permettesse di divertirmi, di stare a contatto con la natura e di conoscere gente.

Dopo avere valutato diverse alternative ho pensato: “Perché non provare ad andare in kayak?”... veramente ho pensato: “Perché non provare ad andare in canoa?”... ancora non sapevo quale fosse la differenza tra canoa e kayak.

Iniziai a “focalizzare” la mia idea e a sentire sempre più forte il desiderio di apprendere questa disciplina.
Non avevo nessun amico che praticasse questo sport e che, quindi, mi potesse insegnare.
Pensai che, come autodidatta, sarebbe stato facile acquisire impostazioni sbagliate; impostazioni che, una volta acquisite, sarebbe stato difficile correggere.

Navigando in internet scoprii che a Rimini c'era un club, il “Canoa Club Rimini”, dedicato proprio a questa disciplina... mi scrissi subito il numero di telefono del referente, Enzo, e lo chiamai il giorno successivo... da qui l'avventura ebbe inizio...

Quando io ed Enzo ci sentimmo la prima volta era maggio, forse giugno, oggi venerdì 09 settembre ho, già, partecipato a due corsi di kayak, un corso base ed un corso di eskimo e sto già pensando di iscrivermi ad un corso avanzato, di perfezionamento.

Quando abbiamo iniziato il corso basico eravamo in quattro: Cristian Zanesco, Cristian Manfredi, Luciano Piscaglia ed io.

Ci siamo divertiti tantissimo, il gruppo era affiatato, unito e andare in kayak la sera, dopo le dure giornate di lavoro, era incredibilmente rilassante.

Il corso base è andato alla grande... ci siamo divertiti e siamo stati bene.

La voglia di imparare, però, era molta ed insieme a Cristian Zanesco, terminato il corso basico, ci siamo subito iscritti ad un corso di eskimo che la scuola di canoa e kayak del canoa club Rimini organizza nei periodi estivi

Il mio istruttore per i due corsi è stato Maurizio; bravo e professionale.
Maurizio è un amico italiano che lavora in America... per chi lo conosce da tempo... altrimenti è un amico americano che lavora in America e passa le vacanze in Italia... di americano ha tutto: veste come un americano, parla e si muove come un americano, guida una Chrisler... ed è "matto" come come un americano...

Maurizio ha la capacità di coinvolgere le persone, una qualità che ho apprezzato tantissimo; spesso ci raccontava le proprie esperienze;vere avventure d'acqua... ciò che colpisce in lui è che non si limitava solo a raccontare i fatti, ma cercava, tramite il proprio entusiasmo di trasmetterci le emozioni vissute....!

Ma... torniamo a noi...di Maurizio ne parlerò anche più avanti...

Così è stato...Cristian Manfredi e Agostino non hanno potuto partecipare; Cristian si era infortunato e Agostino ha dovuto dedicare del tempo, anche, gli altri 8 sport che pratica e di cui è appassionato.Insomma... il corso di eskimo era iniziato: numero di partecipanti 2.

Il corso di eskimo è senz'altro più impegnativo del corso base. ma senza di quest'ultimo è veramente complesso capirne la dinamica, bisogna quindi avere imparato bene le tecniche primarie; diciamo che per la prima volta si vede il mare da una prospettiva diversa... molto diversa... quando sei a testa in giù sotto l'acquae la canoa rovesciata addosso, i pensieri che ricorrono sono sempre gli stessi: cosa ci faccio qui... ma chi me l'ha fatto fare... mi sembra di avere anche pagato... Ma... la soddisfazione che si prova quando si riesce a fare il primo eskimo è indescrivibile.

Quello che mi ha colpito maggiormente nell'apprendimento di questa tecnica è quello che io definisco “effetto boomerang”. Dopo tanti sforzi, la prima volta che riesci a fare l'eskimo correttamente proietti subito la fantasia nel futuro; immagini la scena di quando, davanti agli amici, farai finta di ribaltarti con il kayak per  riaffiorare dell'acqua con un “elegante” eskimo...Riprovi una, due, tre volte e tutto funziona a meraviglia... ormai hai imparato...No!Ecco che si manifesta l'effetto boomerang... Un po' per stanchezza, un po' per distrazione ne sbagli uno; applichi male la tecnica e resti a parlare con i pesci...

Uscito dall'acqua l'istruttore, giustamente, ti evidenzia l'errore... è la fine!!!

Torni sul tuo kayak convinto che sia stato per stanchezza e ti concentri per non ripetere lo sbaglio, ma ti concentri solo sull'errore che hai commesso, dimenticando tutto il resto della tecnica.
Da quel momento quello che prima ti sembrava riuscire con semplicità sembra diventare impossibile. Ne sbagli uno dopo l'altro... l'amicizia che avevi instaurato a inizio corso con i pesci inizia a sembrarti un rapporto sempre più profondo...Dentro di te pensi: “Ne ho fatti dieci di seguito, perfetti, che succede???”.

Tenta, ritenta... e riesci a fare l'eskimo perfettamente, riparte la fantasia... che si deprimerà nuovamente al primo errore.

Cristian ed io ci siamo divertiti tanto, Cristian ha imparato a eskimare con quella che Maurizio ha definito una “tecnica particolare”, io ho imparato ad eskimare con quella che Maurizio ha definito “tecnica mista” (cosa avesse voluto dire... lasciamo spazio all'immaginazione...).Finito il corso, per migliorare, mi sono avvalso, anche, di tutti i suggerimenti che mi hanno dato gli altri soci del CCR, persone molto più esperte di me. Oggi sono molto soddisfatto dei risultati che ho ottenuto, non sono un “fenomeno”, ma ho imparato quanto basta per uscire in mare in tutta tranquillità e sicurezza, anche con un mare “allegro” e la cosa più bella è che l'ho fatto divertendomi come un matto.

L'estate scorsa sarà l'estate che ricorderò per il mio avvicinamento alla pratica del kayak; me la ricorderò per i corsi con Maurizio, per le uscite con il mio “compagno di avventura”, Corrado, e per le uscite con Enzo, altro validissimo istruttore del CCR, dal quale cerco sempre di imparare qualche cosa e faccio “tesoro” dei consigli  che mi dà.

Cosa dire...
"...Il kayak è uno sport bellissimo, non solo avvicina l'uomo alla natura, ma permette di confrontarsi con se stessi e, per chi vuole, di confrontarsi con gli altri..."

Ero piccolo... è solo ora mi rendo conto che il mio "vecchio" in qualche modo ha acceso dentro di me incosciamente la scintilla dell'avventura!

<<Grazie Pà>>

Continuerò a praticare il kayak e continuerò a frequentare il CCR.... a proposito... quel kayak oggi ha ritrovato il suo "posto d'onore" è il mio kayak!

Lo usiamo io e Corrado, ci divertiamo un mondo con quella barca e, nonostante sia un po' instabile, per me che non sono un esperto, e mi sia anche un po' corto, sono contento di non averlo venduto.

Prima di chiudere questa sezione di miei ricordi e, comunque, con la promessa che continuerò ad annoiarvi con altri miei racconti di esperienze future, voglio approfittare per ringraziare tutte le persone che dedicano il loro tempo e la loro esperienza alla diffusione di questo sport libero.


Un particolare ringraziamento a Meo "webman" del sito internet del Canoa Club Rimini.

Io sono appassionato di informatica e mi rendo perfettamente conto della fatica e della capacità che occorre per organizzare il nostro sito internet in maniera così bella ed elegante

A presto...

Stefano