Le Isole Tremiti In Canoa

Le Isole Tremiti In Canoa
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Voglia di mare...


Vacanze da sballo per kayakers marini!

di Gigi Pompili 

ImageLe isole Tremiti sono uno di quei luoghi che, a mio parere, rendono l’Italia il più bel paese del mondo. Andarci fuori stagione, quando le sue stupende insenature non sono ancora invase dai turisti e la macchia mediterranea è in piena fioritura, è una scelta vincente. E poi c’è il mare: ad aprile l’acqua è certamente ancora fredda ma la voglia di mare, dopo i lunghi mesi d’inverno, è persino fisica.
Nell’estate del 1989 le isole Tremiti sono diventate la terza riserva marina italiana, che ha il grande merito di togliere un fazzoletto di mare italiano a quella cementificazione che devasta le nostre coste. La leggenda narra che le Tremiti siano sorte per opera di Diomede, mitico eroe greco che, durante il viaggio di ritorno dalla guerra contro la città di Troia, scagliò in mare dei massi dal Gargano formando così queste isole.
Con una decina di soci del Canoa Club Rimini abbiamo visitato in canoa questi bellissimi luoghi per conoscere più a fondo la natura e la gente che le abita.

I GIORNO
ImageSono circa le 11,30 di un’assolata mattina quando scendiamo, kayak in spalla, dal traghetto che dal porto di Termoli ci ha condotto sino al porto dell’isola di San Nicola e di qui in barca raggiungiamo l’isola di San Domino a Punta del Diamante, che diventerà la nostra base logistica.
Scaricati i bagagli nel bungalow, dopo una breve sosta per rifocillarci, le nostre otto canoe sono pronte per solcare le acque del mare Adriatico verso l’isola di Caprara; il lato ovest è altissimo, maestoso, dominio incontrastato dei gabbiani. Raggiungiamo velocemente la Cala Sorrentino, molto suggestiva con le sue imponenti pareti di roccia e poi ci dirigiamo verso la Cala dei Turchi; molto larga ed invitante, le cui coste basse ed il mare calmo ci tentano verso un bel bagno ristoratore.
Lasciatoci alle spalle il suggestivo Architello, arco naturale di roccia che domina un mare blu intenso, approdiamo poi alla Cala di Vermi e girovaghiamo curiosi per l’isola, abitata solo da capre, conigli selvatici e gabbiani. Ci allontaniamo dall’isola di Caprara pagaiando in parallelo alla costa occidentale dell’isola di San Nicola, lanciando uno sguardo di ammirazione verso il quadro suggestivo della fortezza e del paese a picco sul mare. Infine doppiamo l’isola Il Crtaccio per ritornare al campo base.

II GIORNO
ImageDedichiamo il giorno successivo al periplo completo dell’isola di San Domino, la più grande delle Tremiti, in cui spiccano i bellissimi pini d’Aleppo. Si potrebbe tentare di effettuare l’escursione in poche ore, ma le innumerevoli soste e le possibili visite all’interno ci impegneranno per tutta la giornata. Di buonora partiamo da Cala Tamariello e superiamo in successione Cala Tramontana e Cala degli Inglesi per penetrare all’interno della stupenda Grotta delle Rondinelle, sulle cui pareti si stagliano bellissimi riflessi. La seguente Grotta del Bue Marino, profonda, bassa e buia, è sovrastata dall’altissima Ripa dei Falconi, dove vivono i pochi rapaci presenti alle Tremiti (gheppio e falco).
Proseguendo, raggiungiamo la Baia di Zio Cesare ed attraversiamo un lungo tunnel nella roccia per approdare alla Grotta delle Viole, uno spettacolare diadema riflesso in un blu profondo, il cui capo scoperto è l’azzurro del cielo, incastonato da una corona di pini d’Aleppo.
Con qualche difficoltà possiamo scendere dal kayak e concederci una nuotata tra i branchi di pesci guizzanti. Ma il tempo incalza e riprendiamo a pagaiare, con insenature profonde e scogli a pelo d’acqua come complici compagni di viaggio che rendono varia e piacevole la pagaiata.
Dopo una lauta cena trascorriamo la serata ammirando l’orizzonte dall’altissima costa sovrastante la Cala Diamante e notiamo che, ad intermittenza, il faro di San Nicola profila all’orizzonte la sagoma dell’Isola di Caprara.

III GIORNO
ImageAl mattino del terzo giorno di permanenza, dopo il consueto periplo dell’isola di San Nicola che ci rassicura sulla bontà della nostra scelta per questo lungo weekend, sbarchiamo per visitare il paese, peraltro ricchissimo di testimonianze storiche medioevali e rinascimentali. *La leggenda narra che “verso la metà del IV° secolo la Santa Vergine apparve ad un pio eremita che si era ritirato sull'isola per indicargli il luogo dove era sotterrato un tesoro col quale doveva costruirgli una chiesa. L'eremita, temendo una tentazione demoniaca, non ubbidì. La Madonna gli apparve nuovamente intimandogli di obbedirLe. L'eremita allora scavò sul luogo indicato, dove trovò una corona ingioiellata e dei vasi contenenti monete d'argento e d'oro. Con le monete fece edificare la chiesa, mentre col diadema trovato incoronò una statua della Madonna fatta innalzare sopra l'altare maggiore”.
La chiesa ci sorprende e stupisce con quel magnifico Crocifisso e con gli occhi del Cristo che ci fissano seguendoci per ogni dove, scavandoci nell’anima e risvegliandoci sentimenti mai sopiti. Lo stesso Crocifisso è un mistero, poiché di datazione incerta (sec. XI o XII?) ed è di tradizione bizantino-siriana, caratteristica che lo rende assai raro tra i suoi omologhi italiani.
Infine, siamo alla fine. Lasciamo le Tremiti con il traghetto che fatica a farsi strada nel mare che si rinforza sempre più; un ultimo saluto al porto e non possiamo che volgere uno sguardo di ringraziamento alle nostre canoe alloggiate sul ponte. E’ grazie a loro che siamo riusciti ad assaporare il vero spirito ed a scoprire l’anima di queste isole.

 

 

 


*Notizia tratte dal libro: "Apparizioni mariane" di M.Gamba.